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Massimo Zona ha cambiato vita almeno due volte. La prima quando rinunciò alla carriera di commissario della Polizia di Stato. La seconda quando lasciò una posizione dirigenziale per mettersi in proprio. La terza, forse la più importante, è quella che continua ogni mattina davanti a una pagina bianca.
Nato a Roma, da madre insegnante di lettere al liceo classico e padre ufficiale della Marina Militare, dopo il diploma al liceo Virgilio si laurea in Giurisprudenza e vince il concorso per commissario della Polizia di Stato. Una carriera prestigiosa che sceglie però di non intraprendere, preferendo entrare in una multinazionale del settore petrolifero. Inizia così un percorso professionale che lo porterà a viaggiare in Italia, in Europa e nelle Americhe, facendo tesoro di esperienze, incontri e realtà molto diverse tra loro.
Nel frattempo, la scrittura rimane il filo rosso della sua vita. Non un semplice hobby, ma una passione tenace che cresce insieme alle esperienze vissute e che, negli anni, diventa il luogo dove trovano voce emozioni, ricordi e persone incontrate lungo il cammino.
A quarantacinque anni compie un’altra scelta coraggiosa. Quando ha ormai raggiunto una posizione dirigenziale, lascia la sicurezza di una grande azienda per fondare un’agenzia commerciale specializzata nel supporto alle multinazionali del settore petrolifero. Una scommessa che si rivela vincente e che, con il tempo, coinvolge anche la moglie e i tre figli, oggi impegnati nell’attività di famiglia.
Oggi, con l’azienda affidata alla moglie e ai figli, Massimo Zona dedica il suo tempo a ciò che non ha mai smesso di fare, anche quando il lavoro sembrava lasciare poco spazio ai sogni: scrivere.
Perché, in fondo, ogni scelta della sua vita lo stava conducendo lì.
Quando un lettore ti dice che si è riconosciuto nelle tue pagine, che ha ritrovato un pezzo della propria vita dentro una storia che hai scritto tu, allora capisci che la letteratura ha compiuto il suo mestiere più nobile: costruire un ponte fra due sconosciuti.
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Cosa rappresentano per te i tuoi libri?

 
I miei libri sono molto più di quello che ho scritto. Sono il cammino che mi ha portato fin qui. Sono gli anni in cui il tempo sembrava non bastare mai, le responsabilità di una famiglia numerosa mia moglie e i nostri tre figli, il lavoro da portare avanti e quella voce ostinata che, nonostante tutto, continuava a ripetermi: scrivi.
Non importa quanto fossero pesanti gli impegni o quanto complicata fosse la vita. Non ho mai smesso di credere nella libertà. Quella autentica. La libertà di immaginare, di raccontare, di dare un nome alle emozioni. È questo che i libri mi hanno regalato e continuano a regalarmi: la possibilità di vivere molte più vite di quella che il destino mi ha assegnato.
Ed è forse questo il motivo per cui continuo a scrivere. Non per aggiungere un altro libro a uno scaffale, ma per cercare, ogni volta, un altro essere umano disposto a camminare accanto a me per qualche centinaio di pagine.